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Breve Vademecum per realizzare una strada scolastica!


Piazzale scolastico pedonale a Reggio Emilia

Cos’è una strada scolastica? È una strada (o anche un piazzale, un parcheggio) in prossimità di una scuola in cui viene bloccato (temporaneamente o in modo permanente) il traffico degli autoveicoli in modo che tutti possano raggiungere la scuola in sicurezza. Il transito viene consentito a pedoni, bici, mezzi per il trasporto dei disabili e scuolabus. All’estero sono molto diffuse e si chiamano school streets.


Schoolstreets pedonale a Londra

Chi deve realizzarle? Il provvedimento di chiusura della strada spetta alla giunta, oppure con ordinanza del sindaco (se urgente), e viene attuata dai vigili. Il Codice della strada, art.7 comma 9 dice: “I comuni, con deliberazione della giunta, provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull'ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio. In caso di urgenza il provvedimento potrà essere adottato con ordinanza del sindaco, ancorché di modifica o integrazione della deliberazione della giunta”


Come funziona? La Polizia Locale e i volontari della scuola posizionano le transenne negli orari di chiusura della strada e le rimuovono al termine. L’iniziativa per essere efficace, dovrebbe affiancarsi a interventi quali la costruzione di percorsi protetti casa-scuola, la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali in prossimità delle scuole, la promozione di Bicibus e Pedibus, l’implementazione dello scuolabus, giochi e concorsi per premiare chi si reca a scuola con mezzi sostenibili.

Screenshot dal sito FB della Polizia Locale del comune di Riccione

Perché sono importanti? Secondo l’Unicef, una città amica dei bambini dovrebbe rispettare il loro diritto di camminare sicuri per la strada, e vivere in un ambiente non inquinato (punti 7 e 10). Altre motivazioni importanti: 1- Per creare un ambiente sicuro e favorire l'autonomia dei bambini: i livelli di autonomia negli spostamenti quotidiani dei bambini italiani tra i 6 e gli 11 anni sono tra i più bassi a livello internazionale. I pedagogisti, gli psicologi e i pediatri sono concordi nel dire che bambini hanno un naturale bisogno di incrementare i propri margini di autonomia. Se non viene soddisfatto nei tempi giusti, ciò influisce negativamente sullo sviluppo della capacità di orientamento e di socializzazione e sulla costruzione della fiducia nelle proprie capacità. 2- per incentivare modalità attive come l’andare in bici o il camminare, per incentivare il gioco libero, la socializzazione, per orientare le scelte dei cittadini verso mezzi più sostenibili. 3- per la salute dei bambini: davanti alle scuole i tassi di inquinamento sono molto alti: biossido di azoto (prodotto principalmente dai motori diesel), polveri sottili, e altri inquinanti, provocati dal gas di scarico ma anche dall’attrito delle ruote sull’asfalto, e questo aumenta la probabilità di asma, problemi respiratori, disturbi cognitivi e altre malattie. Isole pedonali, anche se provvisorie possono contribuire ad abbassare il livello di inquinanti che i bambini respirano all’entrata e all’uscita dalla scuola. Non è poi vero che dentro le auto non si respira smog. Anzi, è vero il contrario: dentro gli abitacoli ci sono concentrazioni di inquinanti più elevate che all’aria aperta (ISPRA, Qualità dell’aria nelle scuole). 4- per la loro sicurezza: gli assembramenti di auto davanti alle scuole sono molto pericolosi,limitano la visuale, spesso le auto occupano corsie ciclabili, pedonali o addirittura le strisce pedonali, facendo manovre pericolose come la retromarcia, tra bambini che si muovono. In generale, gli incidenti stradali sono tra le principali cause di morte per i bambini tra 5 e 14 anni nel mondo (OMS). In Italia ogni giorno circa 30 bambini sono feriti, mentre ogni 8 giorni muore un bambino, per incidenti stradali (dati Istat anno 2017). I pediatri sono molto chiari: chiedono “mai più auto davanti alle scuole, senza se e senza ma, partendo dal presupposto che gli incidenti non sono una fatalità”.(ACP 2012) 5- per il clima: il settore dei trasporti (soprattutto su strada) contribuisce a circa un quarto delle emissioni di gas climalteranti in atmosfera. Creare aree pedonali è un (piccolo) atto di giustizia verso il clima e verso il futuro delle nuove generazioni. 6- Perché, semplicemente, vogliamo che i bambini siano sicuri di correre, pedalare e giocare, almeno davanti alla scuola.



Quando e come inziare a sperimentare? La comunicazione è fondamentale: i genitori in genere non sono mai troppo propensi ad accettare il cambiamento, soprattutto se implica una prima apparente scomodità. Ma se viene comunicato bene, in modo sereno, ma autorevole, le resistenze si indeboliscono. Oltre ad un comunicato stampa ufficiale, è importante fare un post su FB (dalla pagina dei vigili, o del sindaco)spiegando le motivazioni in modo semplice e positivo, puntando sulle buone ricadute. Sempre meglio inizare la sperimentazione a fine anno scolastico circa ad aprile-maggio-giugno, perché complice il bel tempo, tutto sarà più facile. Se si ha la possibilità, oltre ad una semplice (e triste) sbarra, mettere un bel cartellone plastificato con un bimbo sorridente e la scritta strada-scolastica tradotta in più lingue (come a Bolzano).


Oppure posizionare installazioni colorate e temporanee (tipo urbanismo tattico) per far capire che è una strada speciale! In questo caso bisogna chiedere autorizzazione ai vigili e progettare insieme al comune. Si possono posizionare sedie, tappeti, aiuole, realizzare feste coinvolgendo la scuola e il quartiere, come a Riccione.



Dopo qualche mese di sperimentazione, in genere a settembre, il provvedimento dovrebbe diventare permanente. A quel punto, si può rifare una festa e assemblea di quartiere. Ma non basta: un aspetto che non va mai trascurato è che la popolazione della scuola cambia velocemente per cui ogni anno scolastico occorre riproporre le motivazioni con volantini, locandine, cartelloni, tatuaggi urbani, assemblee, feste.

Cosa serve per far rispettare il divieto? Sbarre, meglio se colorate e con scritte ben chiare. Coinvolgimento di volontari (tipo nonni vigile) per vigilare, almeno nei primi mesi.



Come coinvolgere la scuola? La scuola va coinvolta, ma il suo parere non è vincolante. Se una scuola (tramite consiglio d’istituto) non accetta la strada scolastica, ma il comune la ritiene necessaria, il provvedimento ha comunque valore. Il comune dovrebbe in primo luogo sentire il Mobility manager scolastico (ogni scuola dovrebbe averne indicato uno). Se esiste un comitato genitori, si può sentire anche il suo parere. Nei primi tempi della sperimentazione, è normale che i genitori contrari alla strada scolastica facciano “molto rumore” e sembrino tantissimi. Non bisogna farsi impressionare da attacchi anche molto bruschi. Il dialogo, la serenità, l’autorevolezza, e la spiegazione delle ragioni sono fondamentali.

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